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Trilogia della Fondazione

Recensione dei libri di Isaac Asimov, pubblicati da Oscar Mondadori. Alla fine trovate anche un consiglio di lettura.

Le leggi della storia sono assolute come quelle della fisica, e se in essa le probabilità di errore sono maggiori, è solo perchè la storia ha a che fare con gli esseri umani che sono assai meno numerosi degli atomi, ed è per questa ragione che le variazioni individuali hanno un maggior valore. Seldon predisse una serie di crisi durante i mille anni di sviluppo, ognuna delle quali avrebbe indicato una nuova svolta nella nostra storia. Queste crisi ci avrebbero guidato sulla strada da lui predisposta e di conseguenza ora vi è la necessità di una crisi.

Parlare di questa trilogia non sarà per niente facile. Per certi aspetti è geniale, innovativa e coinvolgente; per altri, invece, può risultare carente, se non addirittura scritta “male”. Partiamo con i lati negativi, anche se è difficile definirli tali considerato il contesto in cui sono immersi ma, per quanto poco “corretta”, devo usare una qualche distinzione o non riuscirò mai a fare un discorso di senso compiuto.
I personaggi sono probabilmente il “difetto” più evidente. Nel primo libro ne vengono introdotti molti, tutti poco caratterizzati e i protagonisti delle ultime parti risultano praticamente identici tra loro. Anche negli altri due libri cambiano i personaggi: sono ancora presentati piuttosto superficialmente anche se, per motivi di trama, meno rispetto al primo, e risultano più variegati rispetto all’inizio. Detto questo, la storia per come è stata pensata non richiede e non necessita di personaggi maggiormente approfonditi, la lettura riesce ad essere scorrevole e coinvolgente anche senza. Asimov si concentra sulla macro storia, su cambiamenti epocali, influenzati da forze politiche, sociali ed economiche, che poco hanno a che fare con il singolo individuo. L’impatto della storia non sarebbe stato lo stesso con dei personaggi più caratterizzati, sicuramente meno efficace e probabilmente non così innovativo. Inoltre, in tutti e tre i libri ci sono costanti salti temporali, anche di secoli, con un maggior approfondimento dei personaggi il passaggio da una parte all’altra sarebbe risultato fin troppo brusco e, a mio parere, la lettura non sarebbe stata altrettanto fluida.
Ma veniamo, appunto, alla storia. L’idea è semplicemente geniale e si sviluppa quasi altrettanto bene. Soprattutto nel primo libro, la sensazione è circa la stessa di quando si legge un racconto di Sherlock Holmes: misteri che appaiono irrisolvibili, per poi essere spiegati nel dettaglio dal protagonista nelle ultime pagine; spiegazioni sempre estremamente logiche, perfettamente coerenti con la storia e per come è stata raccontata. L’evoluzione generale della trama riesce sempre a sorprendere, anche quando sembrerebbe destinata a proseguire in una direzione precisa. Ci sono solo due elementi della storia, nel secondo e nel terzo libro, che non sono per nulla scontati o prevedibili, ma vengono presentati in un modo che li fa sembrare tali: Asimov insiste un po’ troppo su alcuni dettagli, fornendo la chiave per svelare il mistero.
Chiudiamo in bellezza con le tematiche, a mio parere uno degli elementi migliori della trilogia. Strettamente legate alla trama, sono tutte macro argomenti: riflessioni sull’umanità e il suo sviluppo, la scienza, la religione, l’economia, la politica e come influenzano la società e la Storia. La particolarità è l’innovazione con cui ne parla, considerato che è stato pubblicato nel ’51.

Questa trilogia non è priva di difetti, ma la storia è geniale, innovativa e coinvolgente e giustifica parzialmente la superficialità della caratterizzazione dei personaggi. La lettura è scorrevole e intrigante, ma non molto leggera sia per le tematiche che per la struttura scelta da Asimov.

Voto: 9/10

I tre libri sono anche stati pubblicati con i titoli Fondazione, Fondazione e Impero, Seconda Fondazione. Le copertine che vedete qui sono quelle delle edizioni e traduzione più recenti.

Cronache della Galassia

di Isaac Asimov

Editore: Oscar Mondadori – Collana: Cult

Pagine: 288

Da più di dodicimila anni l’Impero Galattico esercita il suo potere, estendendosi su venticinque milioni di pianeti popolati dai discendenti della specie umana la cui origine, si dice, risiede in un mondo sperduto dalle parti di Sole, o Sirio. Sembra un’istituzione imperitura, eppure già da qualche secolo ci sono i segni della sua decadenza. Il Crollo sarà inevitabile, e sarà seguito da trentamila anni di ignoranza e violenza. Lo sa bene Hari Seldon, creatore della rivoluzionaria scienza della “psicostoriografia” che, tramite raffinate equazioni, permette di prevedere e persino modificare il futuro. La barbarie vincerà, ma può essere ridotta a soli mille anni: è così che Seldon, per preservare la civiltà, riunisce i migliori scienziati e studiosi su Terminus, un piccolo pianeta ai margini della Galassia. È la Fondazione, sarà il seme della Rinascita, la base da cui sorgerà il Secondo Impero Galattico.

In questo volume, in aggiunta alla trilogia, trovate anche due prequel precedenti a Cronache della Galassia (o Fondazione), e due libri successivi a L’altra faccia della spirale (o Seconda Fondazione).

Può piacerti anche…

Qui trovate la recensione!

Un ricordo chiamato impero

Editore: Oscar Mondadori – Collana: Fantastica

Pagine: 468

L’ambasciatrice Mahit Dzmare è in viaggio verso la capitale dell’Impero del Teixcalaan, ansiosa di assumere il nuovo incarico che le è stato assegnato. Quando arriva, però, scopre che il suo predecessore è morto, ma nessuno è disposto ad ammettere che non si è trattato di una morte accidentale. Né che Mahit potrebbe essere la prossima vittima.
E adesso Mahit deve, nell’ordine: scoprire chi si cela dietro l’assassinio; rimanere viva; proteggere dalle mire espansionistiche del Teixcalaan la sua patria, Lsel, una stazione mineraria piccola ma decisa a difendere la propria indipendenza a ogni costo. E tutto questo mentre si trova a esplorare una cultura aliena fin troppo affascinante, tessere intrighi e nascondere un segreto tecnologico che potrebbe segnare la fine di Lsel, o salvarla dalla distruzione.