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Luce dalle altre stelle

Recensione del libro di Ryka Aoki, pubblicato da Oscar Mondadori.

La gente pensa che sia semplice vendere l’anima per la musica, una cosa tipo “Firma questo contratto e – puf! – diventi un genio!”.
Se fosse facile, il mondo sarebbe inondato di canzoni sublimi.

Cose a caso. Questo libro è un insieme di elementi buttati lì senza alcun senso. C’è il classico patto con il diavolo, ma ci sono anche degli alieni che gestiscono un negozio di ciambelle, una liutaia che sistema violini, e qualunque tematica vi possa venire in mente viene in qualche modo accennata in questo romanzo. Sono riuscita a finirlo solo perché volevo capire se c’era una logica, ma non c’è, o meglio alla fine c’è ma è forzata e banale. Ma andiamo con ordine.
La trama, nonostante tutto, è molto lineare: contratto con un demone per vendere sette anime all’Inferno per salvare la propria. Tutto il resto sono complicazioni eccessive, per la gran parte totalmente inutili e superflue. Non contenta, l’autrice riempie il libro di cibo, descrizioni infinite e dettagliate su qualunque pietanza asiatica e non si possa trovare a Los Angeles. Dopo un po’ ho iniziato a saltare paragrafi interi perché, onestamente, non me ne fregava proprio nulla di che cosa mangiavano a colazione, pranzo, merenda, cena, spuntino di mezzanotte, case libri auto viaggi fogli di giornale. Ma non si limita al cibo. Musica e astrofisica occupano parecchio spazio: descrizioni fin troppo dettagliate, abbondano i termini tecnici, lunghe spiegazioni sulla struttura dei violini, sulla loro storia e qualunque informazione vi possa venire in mente riguardo allo strumento. Tutti questi elementi sono ripetuti allo sfinimento, diventa ridondante ed estremamente fastidioso. Anche il ritmo della narrazione ne risente: succede molto poco e il resto è colmo di cose inutili e ripetitive.
I personaggi hanno gli stessi problemi della trama: spariscono davanti alla mole infinita di informazioni su qualunque altro argomento. Tutti, dal primo all’ultimo, hanno una caratteristica, un qualcosa che li distingue e basta, questo sono. Mi spiego: Katrina è trasgender, Shizuka ha venduto l’anima al diavolo, Astrid è la governante, Lan è un’aliena fuggita dall’Impero spaziale o quello che è che vuole proteggere la sua famiglia e così via. Ad ogni singolo personaggio viene affibbiata una tematica che diventa l’unica cosa che lo rappresenta. Inoltre, i temi affrontati diventano troppi: nessuno viene veramente approfondito e restano una marea di spunti sparsi. Troppa carne al fuoco, in tutti i sensi. In questo modo, oltrettutto, non riuscivo ad interessarmi minimamente a nessuno dei personaggi: non mi poteva importare di meno cosa sarebbe successo e dopo un po’ mi davano tutti suoi nervi fissati come erano con una singola cosa (Katrina è forse la più comprensibile data la situazione, ma nell’insieme riusciva ad essere parecchio pesante anche lei).
La scrittura non riesce a salvare questo caos: potrebbe anche essere scorrevole, ma i punti di vista cambiano troppo repentinamente, da una riga con l’altra senza un filo logico che leghi i passaggi (anche dal punto di vista grafico a volte il cambio è evidenziato da uno spazio vuoto tra i paragrafi, ma altre volte c’è lo spazio ma non il cambio), aggiungiamoci le spiegazioni fin troppo tecniche di cui sopra e le infinite descrizioni di ogni pasto e la lettura ne risulta appesantita e noiosa.

Non valuto mai così negativamente un libro di cui completo la lettura, ma in questo caso non ho trovato nulla da salvare. La scrittura è confusionaria, come la trama e, oltre al danno la beffa, riesce anche a svilupparsi in maniera banale e forzata. I personaggi sembrano essere lì solo per introdurre tematiche varie e, per tutto il libro, sono l’unica cosa che li rappresenta, oltre che creare un pentolone di temi per forza di cose trattati tutti molto superficialmente. La scrittura, e quindi anche la lettura, è appesantita dai continui e repentini cambi di punti di vista e dalle descrizioni lunghe, fin troppo dettagliate e molto tecniche di musica, astrofisica e cibo. Purtroppo non riesco proprio a consigliarlo.

Voto: 3/10

Luce dalle altre stelle

di Ryka Aoki

Editore: Oscar Mondadori – Collana: Fantastica

Pagine: 420

Shizuka Satomi, leggendaria insegnante di musica, ha fatto un patto con un demone: per salvarsi l’anima, deve spingere sette virtuosi del violino a vendere le loro. Finora ne ha convinti sei.
L’ultima potrebbe essere Katrina Nguyen, ragazza transgender in fuga dotata di un talento tanto incolto quanto prodigioso. Quando Shizuka la sente suonare per la prima volta, tira un sospiro di sollievo e sente già le porte dell’Inferno che si allontanano da lei. Sì, Katrina è l’ultima allieva che le occorre per essere salva. Anche se, forse…
Il fatto è che, in un negozio di ciambelle lungo una superstrada nella San Gabriel Valley, in California, Shizuka ha appena conosciuto Lan Tran, capitana di navi spaziali, rifugiata interstellare e madre di quattro figli. Shizuka non ha certo tempo da perdere con gli appuntamenti al caffè, c’è in gioco il destino della sua anima immortale! Ma lo sguardo dolce e l’irresistibile sorriso di Lan la costringono a ridefinire la sua lista di priorità. E poi, chissà, anche una cosa piccola come una ciambella calda potrebbe rivelarsi abbastanza potente da spezzare una maledizione.