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La trilogia dei sogni

Recensione della trilogia di Kerstin Gier, Il libro dei sogni, La porta di Liv, L’ultimo segreto, pubblicata da Corbaccio.

Dopo aver letto la trilogia delle gemme, ho finalmente recuperato l’altra trilogia di Kerstin Gier, quella dei sogni. Quando ho iniziato Red, non avevo aspettative alte, mi aspettavo un paranormal romance mediocre, se devo essere onesta. Al contrario, è stata una piacevole sorpresa, nonostante alcuni difetti ma niente che rovinasse la lettura o la appesantisse. Quando, qualche anno dopo, ho iniziato Il libro dei sogni avevo, quindi, qualche aspettativa in più per quella che è la prima trilogia scritta dall’autrice. Purtroppo, devo dire, che si vede che era alle prime armi: i difetti sono molto più marcati rispetto alla seconda e più difficilmente trascurabili. Ma andiamo con ordine.

Il libro dei sogni

Come spesso accade, il primo libro è quello che ho apprezzato di più. Questo perché riesco ad accettare che alcune cose non tornino o non siano troppo approfondite, considerato, appunto, che è il primo libro di una serie. La storia mi ha intrigato fin da subito: l’idea dei sogni lucidi come base di partenza mi è molto piaciuta, oltre ad essere anche abbastanza originale. Fin da subito non è molto chiaro come funzioni esattamente, chi può farlo e perché. Nonostante venga presentato come il mistero di questo primo libro, è un potere sfruttato abbastanza spesso dai personaggi nel corso del libro: la confusione che ne scaturisce rovina un po’ la lettura, anche se lascia il desiderio di proseguire per capire se e come verrà spiegato (spoiler: non succederà!). La parte che non mi ha convinto molto della trama è stata Secrecy, una brutta copia di Gossip Girl: non solo per la mancanza di originalità, ma anche perché non è necessaria, è un extra di cui avrei fatto a meno.
Ma arriviamo ai personaggi. Liv è riuscita a conquistarmi con la sua sfrenata immaginazione e la sua ingenuità (e almeno non è goffa come metà delle protagoniste young adult di qualche anno fa!). Mi ha sorpreso molto l’attenzione posta su alcuni personaggi secondari, come Mia e Lottie: approfondite e non troppo stereotipate, un giusto equilibrio tra l’essere di secondaria importanza e la trascuratezza dei dettagli. In generale, tutti i personaggi sono caratterizzati abbastanza bene, mentre c’è qualche intoppo nelle interazioni e relazioni tra loro: spesso non molto spiegate, attrazioni che non si capisce da dove sbuchino o perché siano sbucate, dialoghi che contraddicono aspetti della personalità di chi parla, ecc.

Un primo libro carino, con non pochi difetti, compensati dalla scrittura scorrevole e da una buona caratterizzazione dei personaggi.
Voto: 7.5/10

La porta di Liv

Questo secondo libro è un po’ un riempitivo, una tappa obbligata ma tirata troppo per le lunghe. Non succede molto, quel poco non aveva di certo bisogno di un libro per essere raccontato. Inoltre, ancora non arrivano le tanto attese spiegazioni sui sogni lucidi, su come funzionano ecc., lasciandomi con un tarlo fastidiosissimo per tutta la lettura. A parte questo, di positivo sicuramente il miglioramento delle relazioni tra i personaggi, su tutti mi è molto piaciuta l’evoluzione del rapporto di Liv e Grayson. Sono rimasta un po’ confusa e delusa dal trattamento riservato ad Henry: l’autrice prova ad approfondirlo maggiormente, ma senza troppo successo, non riuscendo a farmi affezionare al personaggio.

Secondo libro un po’ deboluccio soprattutto nella trama che, di nuovo, si salva per la scrittura scorrevole e alcuni miglioramenti nelle relazioni tra i personaggi rispetto al primo.
Voto: 6+/10

L’ultimo segreto

La situazione migliora in questo ultimo libro. La storia, avvicinandosi alla fine, ritorna ad essere interessante e, soprattutto, utile, senza troppi filler. Purtroppo, nemmeno qui vengono date spiegazioni, o meglio niente di chiaro o esaustivo, sui sogni lucidi. Ma, avendo ormai perso le speranze, i veri problemi per me sono stati Liv, che ha un atteggiamento un po’ OOC in alcune situazioni, e il finale un po’ troppo sbrigativo e, come spesso succede, troppo facile.

Terzo e ultimo libro che risolleva le sorti del secondo con una trama sensata e utile, ma non quelle della trilogia: mancano ancora molte spiegazioni e chiarimenti; personaggi a tratti contraddittori e un finale frettoloso.
Voto: 6.5/10

La trilogia dei sogni aveva un ottimo potenziale che purtroppo è andato un po’ sprecato. L’idea dei sogni lucidi alla base è intrigante e originale, ma non viene approfondita e sfruttata a dovere, lasciando molta confusione. Si salva grazie alla buona caratterizzazione dei personaggi e alla scrittura leggera e scorrevole.

Voto: 7-/10

L’autrice ha anche scritto un’altra trilogia, la sua più famosa, di cui trovate la recensione e tutte le info qui!

Il libro dei sogni

di Kerstin Gier

Editore: Corbaccio – Collana: Fantastica Blink

Pagine: 320

Porte con maniglie a forma di lucertola che si spalancano su luoghi misteriosi, statue che parlano, una bambinaia impazzita che si aggira con una scure in mano… I sogni di Liv Silver, quindici anni, negli ultimi tempi sono piuttosto agitati. Soprattutto quello in cui si ritrova di notte in un cimitero a spiare quattro ragazzi impegnati in un inquietante rituale esoterico. E questi tipi hanno un legame con la vita vera di Liv, perché Grayson e i suoi amici sono reali: frequentano la stessa scuola, da quando Liv si è trasferita a Londra. Anzi, per dirla tutta, Grayson è il figlio del nuovo compagno della mamma di Liv, praticamente un fratellastro. Meno male che sono tutti abbastanza simpatici. Ma la cosa inquietante – persino più inquietante di un cimitero di notte – è che loro sanno delle cose su Liv che lei non ha mai rivelato, cose che accadono solo nei suoi sogni. Come ciò possa avvenire resta un mistero, esattamente il genere di mistero davanti al quale Liv non sa resistere…