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Il bambino di polvere

Breve recensione del primo di due libri del Ciclo di Syffo, uscito il 2 febbraio 2021 per Oscar Mondadori.

Il mondo che Patrick Dewdney crea è molto ben costruito, soprattutto la storia del Regno-Unificato è interessante perché tratta temi molto attuali, come per esempio l’immigrazione. I personaggi sono realistici, anche quelli più secondari. Syffo è, in quanto protagonista, quello meglio caratterizzato, ma ho trovato anche alcuni personaggi a lui più vicini altrettanto ben descritti.
La scrittura per niente scorrevole, anche se di buon livello: l’autore utilizza un registro alto che rallenta la lettura insieme a dei periodi lunghi e complessi che ti costringono a rileggere più volte un passaggio. Inoltre, la parte centrale del libro è troppo lenta: la narrazione si blocca quasi totalmente e si concentra per troppi capitoli sull’addestramento e sullo stato d’animo di Syffo, che sarebbe stato chiaro ed efficace anche con meno pagine dedicate.

Nonostante il world building interessante, non credo proseguirò con la saga per lo stile di scrittura e la narrazione troppo lenta. Il libro partiva da delle premesse più che buone, ma poi lo sviluppo non è risultato all’altezza.

Voto: 6-/10

Il bambino di polvere

di Patrick K. Dewdney

Editore: Oscar Mondadori – Collana: Fantastica

Pagine: 612

Syffo, Merlo, Cardù E Brindilla, quattro piccoli orfani, crescono nel podere della vedova Tarron, lungo le rive del Brune. Il loro mondo è “un’entità caotica da domare giorno per giorno”, l’unica cosa su cui possono contare è una ciotola di minestra di rape la sera. Monelli selvaggi, costretti a lottare e a ingegnarsi in mille modi per sopravvivere, a modo loro sono felici. Fino a un soleggiato giorno d’estate dell’anno 621, quando a Corna-Brune giunge la notizia della morte del re Bai Solistero, primo e ultimo sovrano del Regno-Unificato. Ai quattro ragazzini sembra un evento lontano, che non potrà influire sulle loro vite. Ma anche loro si rendono presto conto che l’atmosfera in città si è fatta più cupa e violenta. È in questo clima che Syffo, sorpreso a rubare una frittella, per salvarsi si trova costretto a lavorare per il temutissimo Hesse, prima-lama dell’Alto-Brune. Sarà di volta in volta servitore, spia, apprendista chirurgo, conoscerà il carcere, la fuga, il tradimento. Accusato ingiustamente di stregoneria e di omicidio, non avrà che una scelta: abbracciare la dura vita del guerriero.